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Quercetina e Distrofia Muscolare. Un esperimento su modelli animali per testarne l'attività


Una integrazione con quercetina è in grado di migliorare i parametri biochimici ed istologici nel tessuto cardiaco di topi mdx, vale a dire modelli animali geneticamente modificati e privi di distrofina, cioè la proteina che dà stabilità meccanica alla fibra muscolare durante la contrazione?


E’ ciò che sì è interrogato un gruppo di studiosi della School of Pharmacy della Auburn University, Alabama, USA [1] mettendo in relazione i meccanismi antinfiammatori ed antiossidanti della Quercetina su modello animale geneticamente modificato che simula il quadro fisiopatologico della Distrofia Muscolare di Duchenne (DMD) [2]. Recenti studi hanno evidenziato come i pazienti affetti da DMD (la cui incidenza risulta molto alta nella prima infanzia), soffrano di patologie e malformazioni cardiache responsabili del 40% dei decessi [3].


La Quercetina (3,3’,4’,5,7-pentaidrossiflavone) è un flavonolo -tossicologicamente parlando- “sicuro” e riccamente presente in natura nella Centella, Ippocastano, Calendula, Biancospino[4]. L’integrazione quotidiana di flavonoidi, tra i quali la quercetina, può influenzare positivamente una serie di meccanismi antiossidanti [5,6] e quindi di patologie infiammatorie [7,8]. Recenti studi hanno mostrato come la quercetina sia in grado di prevenire l’insorgenza di malformazioni cardiache [9] e stimolare la biogenesi mitocondriale [10,11].




















L' assunzione orale di quercetina comporta una regolazione dei recettori per Pgc1-α (coattivatore 1 del proliferatore gamma del perossisoma), che promuove una serie di importanti trascrizioni geniche per la genesi mitocondriale e per l’ossidazione dei grassi, coinvolti nella prevenzione delle complicazioni cardiache [12, 13, 14, 15].

Gli autori hanno voluto determinare quanto l’integrazione di quercetina fosse in grado di prevenire e migliorare le patologie cardiache in topi mdx.


Esperimento 1 (Prevenzione)

Due gruppi di animali da 1 a 3 settimane di vita hanno assunto rispettivamente una dieta di controllo (C3w6m) e una dieta contenente 0,2% di quercetina (Q3w6m) per 6 mesi.


Esperimento 2 (Trattamento)

Due gruppi di animali da 2 a 3 mesi di vita hanno assunto una dieta di controllo (C3m6m) e una dieta contenente 0,2% di quercetina (Q3m6m) per 6 mesi.


Risultati

I risultati dell’analisi Western blot dell’Esperimento 1 (Prevenzione) indicano un globale aumento (in media del 50%) dell’espressione del citocromo c nel gruppo trattato con quercetina; così come nel medesimo gruppo risulta aumentata l’espressione di Superossidodismutasi (SOD), TGF beta-1 (che controlla la proliferazione, la differenziazione ed altre funzioni nella maggior parte delle cellule) e Pgc1-α sempre nel medesimo gruppo; Fig 1 [1]


Fig.1

Nello stesso gruppo trattato con quercetina si è registrato da analisi istologica del cuore, un aumento della utrofina (che ha un ruolo importante nello sviluppo muscolare [16]) ed una consistente diminuzione di metalloproteinasi della matrice 9 (MMP-9) che ha un ruolo proteolitico su collagene e fibrillina [17]; Fig.2 [1]:


Fig.2

Dall’Esperimento 2 risulta una riduzione del peso cardiaco nel gruppo trattato con quercetina (Q3w6m) rispetto al gruppo controllo (C3w6m). Ciò evidenzia come una supplemento di quercetina sia in grado di prevenire l’insorgenza di patologie cardiache [18,19]. Tab.1 [1]




In conclusione si evince che un supplemento di 6 mesi di quercetina in due gruppi di topi dmx ha comportato un aumento dell’espressione di citocromo c e SOD2, indicando quindi che la quercetina possa aumentare le difese enzimatiche ed antiossidanti del mitocondrio. Inoltre sono risultati diminuiti i livelli di MMP, evidenziando quindi che la quercetina possa intervenire positivamente sul rimodellamento cardiaco. I fattori di danno cardiaco (H&E) ed il TGF-β1 risultano ridotti.

Sono quindi auspicabili studi di follow-up per confermare la validità terapeutica della quercetina.





Riferimenti